" L'inconscio non ha tempo: il tempo dell'inconscio non è il tempo dell'orologio."
Il mio modello teorico di riferimento affonda le radici nella Psicoanalisi classica di Sigmund Freud, di cui seguo l'evoluzione attraverso i principali sviluppi post-freudiani e post-kleiniani. La mia pratica si inserisce nella tradizione dell'Istituto di Analisi Immaginativa (IAI), la scuola fondata dal Prof. Gianmario Balzarini, che ha saputo integrare il rigore analitico con l'uso terapeutico dell'immagine mentale.
L'immagine come linguaggio dell'Inconscio:
Riprendendo l'intuizione fondamentale di Freud sul sogno, in seduta il paziente ha la possibilità di esprimersi non solo con le parole, ma attraverso il linguaggio primario delle immagini. L'immagine non è una semplice fantasia, ma un elemento carico di emozioni profonde.
La clinica del profondo:
Il modello Bioniano: In linea con gli insegnamenti del Prof. Balzarini, consideriamo l'immagine come qualcosa che può essere "sognato" e trasformato in pensiero. Il mio ruolo è offrire una funzione di contenimento e interpretazione, utilizzando il controtransfert per accogliere e comprendere il mondo interno del paziente.
Il paradigma Kleiniano: L'immaginario ci permette di incontrare gli "oggetti interni" e le fantasie inconsce legate alle relazioni primarie, che hanno formato la nostra personalità.
Trasformazione e Conoscenza:
Attraverso la relazione terapeutica e l'analisi del transfert, l'immaginario del paziente tende a modificarsi. Questa evoluzione segnala una reale trasformazione del mondo interno emozionale e una maggiore consapevolezza di sé.